Corporate identities and more..
Stomachion
progetto finalista 7° classificato, Concorso marchio e logo Siracusa
www.aiap.it

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Giocare fa bene!!!

Fa bene ai bambini, ma anche ai grandi.
Il Gioco è per tutti un importante meccanismo di apprendimento.  Sempre più spesso ci si trova a “giocare”; ci si serve del gioco come strumento d’interpretazione critica del mondo  e della realtà, che diviene ogni giorno più dinamica, traiettoria mediatica, esperienza indiretta.
Il progetto grafico per il  concorso “Marchio e logotipo per la città di Siracusa” trova uno dei suoi elementi strategici fondamentali proprio nella struttura di un gioco: lo Stomachion di Archimede.
Nel manoscritto detto codice C  il grande scienziato siracusano dedica infatti alcune pagine alla presentazione di questo curioso rompicapo. 
Stomachion è un termine che deriva dal greco stomacheo (irritazione) ed è stato tradotto come "Il gioco che fa impazzire".Il puzzle è composto da 14 figure geometriche (11 triangoli, 2 quadrilateri e un pentagono) chiuse in un quadrato, che consentono di comporre innumerevoli figure sfruttando tutte le possibili combinazioni e le proprietà geometriche dei singoli pezzi.
Nel Novembre del 2003, Bill Cutler (un matematico americano appassionato di giochi di logica) scoprì, attraverso un algoritmo, che esistono 536 modi possibili di sistemare i 14 pezzi in un quadrato. Il marchio per la città di Siracusa è pertanto anche un gioco, un rompicapo, un ideogramma attraverso il quale ciascuno può esprimere  il proprio personale legame con la città.

L’immaginario collettivo legato alla città fa spesso riferimento in maniera esplicita e spontanea alla storia ed alla cultura greca.  Nel V sec. a.C.  Siracusa, una delle più grandi città del mediterraneo, era conosciuta come la Pentapoli, perchè divisa in cinque importanti quartieri: Ortigia, Acradina, Neàpoli, Tyche ed Epipoli. La forma geometrica pentagonale, scelta per il marchio, restituisce pertanto un immediato riferimento culturale alla struttura urbana di Siracusa.

Dall’equilibrato rapporto tra queste idee nasce la proposta per il marchio della città: un pentagono asimmetrico composto dai pezzi dello Stomachion di Archimede; l’ideogramma, nel quale sono chiaramente leggibili i “pezzi” che lo compongono, esprime complessità, versatilità ed infinite possibilità di utilizzo e trasformazione trasformazione.
Il colore scelto, il verde, è infine un rimando esplicito all’araldica Siracusana: oltre ad essere il colore di sfondo dello stemma di Siracusa è anche universalmente riconosciuto come “il colore” della città.

Il logotipo “SI” associato al progetto del marchio ha l’obiettivo di stabilire un elevato grado d’interazione con gli utenti finali; oltre ad essere definito dalla coppia di caratteri con i quali iniziano le parole SIcilia e SIracusa, rappresenta una sorta di grado-zero attraverso il quale ciascuno può associare al marchio una grande varietà di concetti legati alla città ed alla identità siracusana (SIcura, SIntonia, SIusa, SImbolo, SInceri, SIride, SItuazione, SIgnorile, SIballa, SIciliano, SIgioca, SImpatica, SIstema, SIntesi, SInergia, SInfonia, Sindaco, ecc.)

Tutto ciò assicura univocità di rappresentazione e conseguente leggibilità in forti riduzioni e su qualsiasi supporto. Rispondendo efficacemente all'esigenza di proporre un modello costante e ricorrente d’identità, il  brand diviene riconoscibile indipendentemente dai contenuti per i quali è utilizzato. Infine il meccanismo di comunicazione virale per il quale il brand è progettato, lo rende facilmente comprensibile e riconoscibile da chiunque, coinvolgendo personalmente l’utente finale.

 

 

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